__________________________________________________________________________ 16 Giugno 2006 ___  
     
  Capo Coda Cavallo (Olbia)  
     
   
     
 

Segnalazione pervenuta dal Coordinatore Regionale della Sardegna, per L’ USAC Nazionale il 16/06/06.


 
 

Un pescatore per hobby, come di consueto, si reca in località Capo Coda Cavallo (OLbia) tutti i Sabato sera per soddisfare la sua passione e per rilassarsi dopo un intera e dura settimana di lavoro.

“Erano intorno alle 2,30 (racconta). Ero riparato dalla brezza marina all' interno della mia auto posteggiata in modo tale da tenere sotto controllo le canne da pesca, in attesa che abboccasse .. Ad un tratto il mio sguardo è stato attratto da quattro luci nel cielo terso, che si presentavano molto più grandi delle stelle, quindi più vicine al mio sguardo, sebbene molto alte all' orizzonte. Le luci erano disposte in maniera da formare un trapezio, e la massa dell' oggetto era di colore verde chiaro e molto brillate come metallizzato, così mi pareva.

Sono uscito fuori dalla macchina dove mi ero rifugiato, per osservarlo meglio, ma dopo un poco sono tornato dentro, era troppo fredda quella notte.

Dal posto di guida, quindi, ho seguito le strane evoluzioni di questo oggetto che si muoveva a scatti, a volte lentissimo, a momenti talmente veloce che i miei occhi faticavano per seguirlo.

Gli spostamenti curiosamente seguivano un tragitto che ripeteva in continuazione la forma di un quadrato sempre più ampio nel cielo, e tornava poi al punto di partenza per rincominciare d' accapo.

Le strane manovre che eseguiva mi hanno fatto dire ad alta voce :

" Ma che cavolo è! Non è certo un aereo, non può essere nemmeno un elicottero, ma che accidenti può essere!"

**( Non faceva nessun rumore)**

Mentre la cosa andava avanti in maniera monotona, sebbene curiosa, decisi di ritirare le canne da pesca e rientrare a casa.

Mentre sistemavo l' attrezzatura in macchina ho pensato:

"E' un UFO, non può essere altro."

Intanto tra una cosa e l' altra, si erano fatte le quattro, e imprecando per la notte gelida, metto in moto la macchina, pronto a partire, volgendo ancora una volta lo sguardo al cielo: la cosa era ancora là”.

 

 
     
 

 

 
     
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