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Al caro sig. Sebastiano Di Gennaro e a tutte le altre persone che mi auguro abbiano la possibilità di leggere questa lettera-testimonianza.
Scrivo questa lettera per il semplice motivo che mi è stato richiesto di farlo dal Prof. Sebastiano Di Gennaro, dopo aver telefonato all’USAC per richiedere al mio domicilio una copia del suo libro "Homo Saurus".
Martedì, 13 Dicembre del 2005, mi trovavo a navigare in Internet in cerca di notizie quando ad un certo punto mi sono imbattuto nella pubblicità del libro "Homo Saurus". Trovandola interessante, ho subito telefonato per richiederne una copia all’autore, facendo presente al momento della prenotazione che anni indietro (1992), mentre ero in gita scolastica di V superiore a Londra, mi era capitato di vedere qualcosa di simile, anche se non credo identico alla creatura descritta nel libro (che purtroppo non ho ancora letto).
L’unica particolarità è che l’avvistamento non è avvenuto in un luogo isolato bensì davanti al Palazzo del Parlamento a Londra.
Frequentavo il V anno delle superiori e con tutta la scolaresca andammo in gita a Londra.
Devo premettere che da anni ero appassionato di fotografia e quindi, visto che non mi ero potuto permettere di viaggiare, sarebbe stata per me un’occasione per potere scattare fotografie fuori dal mio solito territorio (Ravenna).
Arrivati a Londra, dopo 3 o 4 giorni (la gita durava complessivamente una settimana) gli insegnanti ci concessero un pomeriggio di libera uscita, in cui ognuno poteva andare dove voleva. Io, quindi, colsi l’occasione per andarmene in giro da solo a scattare foto per la città.
Quando arrivai presso il Palazzo del Parlamento, una costruzione di enorme sfarzo, subito mi emozionai al pensiero delle foto che ne avrei potuto ricavare. Ero dotato di fotocamera Yashica 35 mm + obiettivo zoom 70-120 mm. Cominciai a fotografare il Palazzo dal marciapiede dal marciapiede di fronte (passava gente). Il cancello era molto alto, il luogo metteva soggezione ma cominciai lo stesso a scattare foto, prendendo diverse angolature proprio di fronte al cancello. Ricordo che c’era un corridoio lungo all’interno (che portava dentro) ed erano appena arrivate delle auto di grossa cilindrata, dalle quali, una volta entrate, era scesa della gente. Appostato sul marciapiede di fronte al cancello suddetto, fotografai con il teleobiettivo le auto insieme alle persone che ne uscivano. Una volta che se ne furono andate espletando tutte le loro formalità, il corridoio rimase vuoto. Per un po’ pensai: "questo non è sicuramente il luogo per fare delle foto".
Continuai a starmene lì, pensando a nuove inquadrature, ero leggermente perplesso. Riflettevo: "e se s’incazza qualcuno?".Sì, perché erano passati alcuni minuti da quando erano scomparse all’interno le auto con la gente che scendeva da esse,ed io avvertivo nell’atmosfera intorno a me un’aria, oserei dire, "abbastanza fredda" come quando si sa di aver fatto veramente arrabbiare qualcuno. In quel momento sul marciapiede non transitava gente. Il tempo si era fermato, l’aria era carica come quando sta per scoppiare un grosso temporale. Non me ne curai e ripresi con le inquadrature, pensavo solo ad esse e alle foto da fare: era quello il mio obiettivo principale.
Non avevo l’occhio nel mirino delle fotocamera quando lungo il corridoio sul lato destro, ad una distanza di circa 25-30 metri da me, vidi uno strano essere, una creatura lucertiforme-rettiliforme, abbastanza tozza. Non era smilza, di colore verde, in piedi su due gambe e credo avesse la coda. Mi guardava ed io a mia volta la guardai in pieno viso per circa 5-10 secondi. Il viso mi sembrava verde, abbastanza rugoso. Ricordava leggermente nella sua figura complessiva un dinosauro in miniatura. L’essere sarà stato alto 2 o 3 metri, non di più. Dopo il contatto viso a viso, purtroppo non ho pensato di sollevare l’obiettivo e fotografare ma sono andato via per fare foto sempre al Palazzo, nella sua parte laterale, rammaricandomi di non aver potuto continuare il mio lavoro di fronte per via di quella creatura che m’inculcava paura. "Se non ci fosse quell’essere là di fronte!" pensavo.
Comunque decisi d’andarmene, perché si era fatto tardi. Tornando indietro, ricordo che passai sul marciapiede dall’altro lato della strada, perché sentivo una minaccia abbastanza forte (tutto questo in mezzo a un certo numero di passanti, ignari di tutto), e quindi ritrovai la via per l’albergo.
Non ne parlai con nessuno ma pensai anche che volevo andare fino in fondo e scoprire cosa avevo visto. Dimenticai l’accaduto per diversi anni, poi, imbattendomi in altri resoconti, lo recuperai dalla memoria ed ora sono qui a scriverlo. Spero serva a fare luce.
In seguito alla mia richiesta di far luce sulla vicenda, di migliorare i particolari e nel prospettare ipotesi relative ad un eventuale rapimento o a induzione ipnotica, Fabio Silvestroni m’invia una seconda lettera.
Spiego meglio come stanno le cose. Sono sicuro che ci sia stata un’induzione ipnotica su di me da parte del rettiloide per il motivo che negli anni seguenti la visita e l’incontro facevo strani sogni relativi ad una strada di un quartiere londinese molto affollata. C’è da dire che questi sogni non erano assolutamente incubi ma da un certo punto di vista anche piacevoli (anche se strani). Io credo semplicemente che l’induzione ipnotica sia consistita nel proiettarmi questa immagine per coprire la sua, cosa che si può fare anche a distanza una volta che si è avuto un contatto telepatico con la persona. Non è detto che l’induzione di immagini nella mente debba avvenire solo nel momento del contatto. Dico questo perché sulla via del ritorno in albergo dal Palazzo del Parlamento mi ricordo di aver pensato: "Ok, questa cosa me la dimenticherò forse quando sarò tornato a Ravenna, ma è mia intenzione da adesso in avanti sapere di cosa si tratti, cercando su libri o su quant’altro disponibile!" Ossia subito dopo ho formulato l’intenzione di scoprire di cosa si trattava proteggendomi da un’eventuale totale dimenticanza. Anche se devo dire di avere avuto sentore da subito di cosa fosse, sentendomi tra l’altro sollevato nel sapere che certe persone…ma ecco, mi ricordo che feci un flebile collegamento con ambienti accademici o cose del genere. Ricordo di aver pure avuto un pensiero che mi diceva: "Bene, ho scoperto chi siete! ". Quindi devo dire che da un certo punto mi sentivo sollevato nel morale. Non è stata un’esperienza negativa. Riguardo ad un eventuale rapimento lo ritengo impossibile perché me lo sarei ricordato. Vorrei dire che è inutile cercare di fare rientrare la mia esperienza nell’ambito dell’Ufologia classica, parlando di rapimento.
Induzione ipnotica sì ma non rapimento. Già è molto difficile credere (per alcuni) a quello che racconto. Se ci mettiamo anche un rapimento, andiamo nell’inverosimile più assoluto. Semplicemente al momento dell’avvistamento stavo dando fastidio e la regina d’Inghilterra, arrabbiata, ha trovato a suo modo un sistema per allontanarmi. Per favore, non cerchiamo di catalogare le cose per quello che non sono. Me lo sarei ricordato. I Windsor non rapiscono la gente di fronte al loro palazzo in mezzo al marciapiede, davanti a tutti (anche se non mi stupirei lo facessero). Non mi va di essere trattato come affetto da investigazione. Non mi va che si siano fatte domande che alimentano morbose curiosità. L’esperienza l’ho raccontata tutta per filo e per segno. Ritengo che sia importante che la gente sappia come stanno le cose ma anche importante mantenere un certo equilibrio, onde evitare discussioni che possano portare lontano dalla verità e coprire tutto con un mucchio di chiacchiere. Non voglio essere ulteriore tramite delle vostre investigazioni. Ho gia fatto il possibile con le mie lettere. Non ritengo che io possa essere più utile in alcuna maniera. Esiste una vasta letteratura in inglese sui rettiliani e i loro collegamenti con i centri di potere. Solo che qui si sfocia in un campo che riguarda massoneria, multinazionali, istituti bancari, sparizione di bambini, giornalismo, televisioni, guerra, ecc. Spero che la mia esperienza sia diffusa il più possibile e mi auguro che ciò avvenga. La cosa è molto terrestre, non extraterrestre. Ritengo molto interessante il Suo libro sulla creatura avvistata, anche perché si tratta di un luogo vicino alla mia abitazione e in Italia, dove non se ne parla quasi mai (per lo meno di creature del genere).
Mi auguro che con il tempo sarà fatta luce su chi da millenni sfrutta l’umanità in tutte le maniere possibili e immaginabili, ma francamente ritengo che oramai questo sia il segreto di Pulcinella di cui oggi come oggi anche le ragazzine di 12 anni sono a conoscenza.
Terza lettera di Fabio Silvestroni
Scrivo questa lettera per fornire ulteriori particolari emersi.
Io non sono associato né legato ad alcuna associazione o istituzione. A livello personale non ho nulla da guadagnarci nel divulgare ciò che ho visto. Che la storia venga creduta o meno per me è uguale. Ciò che mi è accaduto mi ha portato più conoscenza e una visione più ampia della realtà e questo è il mio solo unico guadagno e mi accontento. La questione per me non è credere o non credere ma di sapere. Mi sembra egoistico e mi porterei un peso sulla coscienza tenermi per me solo una conoscenza che, se viene diffusa, può portare a risvolti positivi per tutti.
Ritornando all’episodio, quando mi trovavo a fotografare il retro del palazzo, pensandoci bene, ho temuto di presentarmi di nuovo di fronte all’entrata principale per paura che l’"essere" fosse ancora lì, quasi come una minaccia. Quando mi sono trovato di fronte sono andato via distogliendo lo sguardo da lui e poi ho girato l’angolo per recarmi sul retro. Non è stato lui che si è sottratto alla mia vista ma io ad essere fuggito. La sua apparizione è stata per me improvvisa, probabilmente nel momento in cui avevo lo sguardo da qualche altra parte oppure non avevo prestato attenzione nel punto in cui è apparso. Per i primi secondi durante i quali ci siamo fissati in faccia non ho provato paura, poi sono stato assalito da un terrore folle, prendendo la decisione di scappare immediatamente. Credo di non aver fotografato anche per questo. Ritengo che la stragrande maggioranza delle persone avrebbe avuto una reazione simile.
Quando Lei mi ha chiesto di venire al Centro per la prima volta io ho rifiutato e credo che la scelta sua stata saggia. Poi Domenica, 15 Gennaio 2006, mi ha telefonato chiedendomi ulteriori informazioni su un particolare di cui ho fornito risposta in questa lettera (dopo riflessione in privacy e rilassamento), particolare che sono sicuro non sarebbe emerso tra il caos del viaggio verso la Sua sede e la pressione di sentirmi un poco sotto torchio, più per il disorientamento di venirmi a trovare in un ambiente a me non familiare e con persone nuove. Per quanto riguarda la pubblicazione sul vostro sito Internet o altrove della mia esperienza consiglierei di non essere precipitosi. Ho impiegato 13 anni per scoprire l’accaduto che era sepolto come un ago sotto un pagliaio. Sono anche ritornato a Londra nel 1997, vivendo episodi, diciamo così, poco piacevoli. Recuperato il ricordo, ho inviato la mia esperienza con 2 diapositive ad Antonello Lupino del C.U.I. (stranamente quel giorno ho gettato tutto il resto delle diapositive ma non me ne faccio una colpa). Chiedendo anche di essere informato su iniziative sue e del suo Centro. Silenzio di tomba da parte sua! Come se non esistessi! Visto e considerato che al sig. Lupino non gliene importa niente, potrei provare a farmi restituire le diapositive, chiedendogli di farne una copia, sempre che non le abbia già gettate via (penso, comunque, che sarà quasi impossibile farmele restituire). Stesso comportamento è stato tenuto da Alfredo Lissoni del C.U.N. e penso che scrivere a Roberto Pinotti sia come piantare un chiodo in un’incudine. Relativamente al far conoscere le mie lettere penso che la cosa che più mi fa piacere sia che la loro pubblicazione nel sito dell’USAC avvenisse per intero con le sole eventuali correzioni ortografiche e di sintassi. Se ciò non fosse possibile desidererei che niente fosse aggiunto e di eliminare il meno possibile (non per voler insinuare scarsa onestà).
Se ancora, in aggiunta a quello che ho detto, dovessi dare una descrizione di ciò che ho visto alla luce anche di nuovi particolari emersi, userei espressioni come: una statua di ghiaccio, terrore allo stato puro, il diavolo in persona, l’antipatia moltiplicata per mille al cubo, ecc.
Quarta lettera di Fabio Silvestroni
Caro Prof. Di Gennaro, Le scrivo ancora per confermarLe che il luogo in cui ho avvistato il rettiloide è senz’altro la Casa del Parlamento non Buckingam Palace, come inizialmente avevo pensato. Ricordo che vicino alla costruzione vi era un fiume con un ponte, come ritratto nella foto che ho inviato insieme a questa lettera. Nelle mie foto si vede il Palazzo con innanzi il fiume (foto n° 2). All’epoca non conoscevo bene Londra, mi trovavo a girare per la città completamente disorientato. Se si prosegue lungo la freccia indicata nella foto n° 1 (ho cerchiato un ipotetico me stesso) si arriva di fronte all’ingresso (credo sia così). Se Lei dà un’occhiata alla prima lettera speditaLe, si accorgerà che parlai di una strada trafficata e di un marciapiede pedonale che era leggermente frequentato. Se ritornassi a Londra ancora una volta, Le saprei dare altri particolari. Non è molto tempo che mi sono affiorati i ricordi: solo ora sto mettendo insieme i vari pezzi.
Saluti. Fabio Silvestroni.
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